I giovani e la (s)fiducia nella scienza

La fiducia nella ricerca scientifica e nei ricercatori è sempre stata molto elevata ed è cresciuta costantemente negli anni, anche durante la pandemia. A un anno dalla cessazione dell’emergenza pandemica, però, il trend si è invertito.

“È in corso la diffusione di tendenze anti scientifiche, la fiducia nei confronti della scienza rischia di diminuire”. A dirlo, riprendendo una vaga impressione che è andata recentemente diffondendosi, è stato il premio Nobel per la Fisica 2021, Giorgio Parisi. Eppure, tutti i dati nazionali e internazionali ci dicono che la fiducia dell’opinione pubblica nella scienza è molto alta e negli ultimi anni è addirittura cresciuta.

Tradizionalmente, il segmento giovanile della popolazione (anche italiana) ha sempre mostrato un atteggiamento favorevole nei confronti della ricerca scientifica e dei suoi protagonisti1. I giovani, infatti, fanno registrare:

  • un livello di alfabetismo scientifico più elevato
  • una maggiore fruizione di temi scientifici e tecnologici nei media
  • una maggiore partecipazione a manifestazioni ed eventi scientifici

Inoltre, da quando hanno iniziato a essere raccolti, i dati sulla condizione giovanile in Italia hanno fatto registrare livelli di fiducia nella scienza più elevati rispetto ad adulti e anziani. Nel 2022, il 93,3% dei 15-29enni riponeva molta o abbastanza fiducia nella scienza in generale e il 91% negli scienziati. Più cauto, ma comunque favorevole, era il livello di fiducia negli esperti che intervengono pubblicamente, per esempio attraverso interviste in Tv o sui social: in questo caso, era il 57,1% dei ragazzi e delle ragazze a esprimere fiducia.

Il monitoraggio condotto dall’Osservatorio Scienza Tecnologia e Società (da oltre quindici anni il più ampio e continuativo monitoraggio in questo ambito), nel 2023, evidenzia una diminuzione del grado di fiducia nei confronti della scienza e degli scienziati. Il livello di fiducia nella scienza e negli scienziati dei giovani è sceso di circa quindici punti percentuali. Nell’ultimo anno, questa flessione caratterizza esclusivamente la fascia più giovane della popolazione italiana. Sia adulti che anziani hanno invece stabilizzato o aumentato (seppur di poco) il loro livello di fiducia.

Ma non è l’unica differenza. I giovani hanno un diverso atteggiamento anche nei confronti degli esperti che intervengono sulla scena pubblica: nel 2023, il 60,4% dei ragazzi e delle ragazze intervistate vi ripone «molta» o «abbastanza» fiducia, mentre è solo il 43,4% degli adulti e il 46,1% degli anziani.

L’atteggiamento favorevole dei giovani rispetto alla scienza e alla tecnologia è legato al fatto che le nuove generazioni sono più istruite. Un solido percorso educativo generale emerge a più livelli come elemento centrale intorno a cui ruotano esposizione informativa, competenze e orientamenti verso la scienza e la tecnologia. Il calo di fiducia registrato nell’ultima rilevazione, a cui si accompagna un crescente livello di fiducia negli esperti che si espongono pubblicamente, richiede una comprensione più approfondita attraverso future e mirate indagini.

“I comportamenti e gli orientamenti dei giovani riflettono un mutato rapporto con la cultura scientifica. Le nuove generazioni non sembrano mostrare un atteggiamento di acritico scientismo ma hanno opinioni articolate e ambivalenti sul ruolo della tecnoscienza nella società, sui rischi connessi alla ricerca scientifica e alle sue implicazioni”  conclude Barbara Saracino, professoressa associata di Sociologia all’Università di Bologna e responsabile dell’Osservatorio Scienza Tecnologia e Società di Observa Science in Society.

Riferimenti

1 Cavalli, A., De Lillo, Buzzi, C., (a cura di). Giovani verso il Duemila. Quarto Rapporto IARD sulla condizione giovanile in Italia, Bologna, Il Mulino, 1997

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