Giovani senza futuro in agenda

In questi anni di perenne transizione, in cui le nostre società sono sottoposte a cambiamenti continui e imprevisti, con eventi che hanno rotto schemi precedenti (si pensi prima al Covid e poi ai conflitti diffusi, che appaiono sempre più come una guerra mondiale “a pezzi”), c’è sempre stata una costante: le giovani generazioni sono le più penalizzate, non solo in termini materiali, ma rispetto al tratto distintivo della giovinezza: pensarsi nel futuro.

Oggi le giovani generazioni non hanno il futuro nella loro agenda!

E questa mancanza non è tanto un problema dei giovani in sé, ma un deficit per la società nel suo complesso, che è più debole, più conflittuale, più complicata. In una parola, più povera.

Un cambio di rotta non si improvvisa. La stessa emergenza pandemica, durante la quale in tanti si prodigavano a dichiarare che “nulla sarà più come prima” e che “ne usciremo migliori”, non ha portato a quei ripensamenti di fondo sui criteri di convivenza, di sostenibilità, di giustizia tra generazioni e tra parti del mondo e delle singole società.

Se non si improvvisa, però non si può rinunciare a iniziare un cambiamento. Il contributo che Istituto IARD può dare a questo cambiamento è scritto nella propria storia. Studiare i fenomeni sociali attraverso le giovani generazioni e i loro mondi vitali. Portare alla riflessione collettiva e istituzionale il vissuto delle giovani generazioni, farlo emergere come paradigma delle questioni chiave e vitali per il futuro collettivo.

Fare ricerca sociale oggi non è facile. I “dati” sono più volatili, le opinioni e i vissuti cambiano velocemente, le complessità soggettive e sociali sono sempre meno interpretabili tramite facili generalizzazioni. Non per questo, e consapevoli dei limiti della ricerca sociale sulle giovani generazioni, essa può diventare un criterio per ridare alle nostre società un piccolo sguardo di futuro.

Istituto IARD può e vuole fare questo, aiutare a guardare l’oggi dei giovani per offrire qualche idea costruttiva per il futuro di tutti. L’oggi cui guardare è rappresentato da tutti quei mondi vitali in cui giovani sono presenti, spesso in modo anonimo, magari disillusi, però con una potenzialità che è responsabilità collettiva non sprecare.

Subito viene in mente il mondo della scuola, in cui i giovani incontrano un corpo insegnante altrettanto disilluso rispetto al ruolo che è loro riconosciuto. Dedicheremo anche a loro il nostro impegno di ricerca, perché sono parte essenziale delle idee di futuro.

Non può mancare un’attenzione alle tematiche ambientali e della sostenibilità, su cui la voce dei giovani è purtroppo ancora poco riconosciuta.

Il tema poi dell’adolescenza è un capitolo per noi centrale, cercando di rifuggire da approcci di ricerca e di intervento in stile paternalistico. Al contrario, la capacità di innovazione degli adolescenti è una chiave di lettura determinante per rendere le nostre società più “intelligenti”.

A partire dalle direzioni di lavoro brevemente accennate, Istituto IARD è aperto al confronto con gli attori delle ricerca sociale (accademici e non), con le istituzioni nazionali e locali, con le parti sociali, con il mondo delle imprese e delle professioni, con il terzo settore.

About the Author

Paolo Paroni

Presidente Rete Iter

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